Nascere artista, diventarlo davvero
Nascere artista, diventarlo davvero
Ilaria Cunetta, nata il 15 agosto 1998, scopre l’arte quando è ancora bambina. Infatti racconta che la mamma, orgogliosa, mostrava a tutti i suoi primi disegni, intuendo quella predisposizione creativa che nel tempo sarebbe diventata molto di più. A incoraggiarla nella scuola primaria è anche la maestra Maria Azzato, che coglie subito la sua sensibilità artistica.
Il coraggio di seguire la passione
Ilaria cresce ed arriva il momento di andare al liceo. I genitori vogliono il miglior futuro possibile e l’iscrizione si fa, ma, al liceo classico!
Dopo l’iscrizione al liceo classico Ilaria trascorre appena due settimane ma tra l’alfabeto greco e quei banchi di scuola c’è una profonda sensazione di solitudine e malessere, capisce subito che quello non è il suo posto. Eppure non dice nulla: i genitori avevano già comprato tutti i libri, era tutto organizzato, e lei si sentiva in colpa all’idea di deluderli. Vive quei giorni in silenzio, con la paura di ammettere la propria infelicità. Si sente “come morire”, racconta, e lasciare quella scuola non è una fuga impulsiva, ma un bisogno vitale come respirare.
Finché trova il coraggio di parlarne, spiega chiaramente che vuole fare l’artistico: non c’è altro nella sua testa, solo colori, disegni, la necessità di creare. Le sue mani avevano bisogno di fare. I genitori capiscono e cambiano orientamento, accompagnandola nella scelta del Liceo Artistico di Potenza.
I primi giorni lì sono una rivelazione, con il corso di “disegno dal vero” s’immerge tra natura morta, bicchieri, oggetti posati su un tavolo, studio delle ombre e della luce. Poi arrivano scultura, pittura, disegno e storia dell’arte. Una formazione che la affascina profondamente, al punto da sentirsi finalmente viva e nel posto giusto.
Anche se inizialmente teme ancora di deludere i genitori ma con il tempo e parlando apertamente con loro arriva l’incoraggiamento che le serviva.
La Quaresima
La Quaresima
Terminato il liceo, Ilaria sceglie Napoli come seconda casa: si iscrive all’Accademia delle Belle Arti, con l’idea di dedicarsi alla Grafica d’arte e all’illustrazione. Si appassiona alle tecniche di incisione sul legno, linoleum, bulini, sgorbie, affascinata dall’antico processo di stampa custodito nei laboratori dell’Accademia. Al terzo anno della triennale si orienta verso l’illustrazione e il fumetto. La sua tesi è un omaggio alle sue radici: il Carnevale di Satriano di Lucania, raccontato attraverso 7 tavole illustrate. Ricorda con un sorriso un momento speciale durante la discussione: quando la commissione le chiese maggiori informazioni sulla tavola dedicata alla Quaresima, e sulle parole della canzone, le chiesero di cantarla. Ilaria iniziò timidamente, ma i suoi amici di Satriano, venuti a sostenerla a Napoli, la seguirono mentre cantava la canzone in dialetto satrianese. Vedendo il loro entusiasmo, anche Ilaria prese sicurezza e la sala si animò; per lei rimane un ricordo indelebile, un istante di condivisione e gioia che ha segnato il percorso di quegli anni.
Dopo la laurea arriva un periodo di incertezza: Ilaria resta a Napoli un paio di mesi, cercando qualcosa, ma senza sapere esattamente cosa. Lei aspetta un segno del destino ma nulla sembra arrivare. Decide allora di tornare al “paesello”, a Satriano, dove trascorre un anno sospesa, tra piccole commissioni e ritratti digitali in stile cartoon, con la sensazione di aver perso parte della propria libertà. Questo periodo stranamente simile al significato della tavola della tesi sulla Quaresima, un tempo di preparazione, pausa e rinnovamento, utile per guardarsi dentro, riflettere, crescere interiormente e trovare la propria strada.
Nuovi orizzonti: Crescita, arte e legami
Nel 2023 Ilaria decide di rimettersi in gioco: tenta l’ingresso alla magistrale all’Accademia di Roma. A settembre supera il test, sceglie di orientarsi verso Graphic Design e parte per la capitale.
Roma è immensa, ogni spostamento richiede mezzi pubblici quotidianamente, e per chi come lei era abituata a muoversi a piedi o raramente con i trasporti a Napoli, l’esperienza è travolgente. La città la colpisce con la sua storia, l’arte, la monumentalità: un’emozione grande, quasi vertiginosa. Nonostante le difficoltà iniziali e la paura di non essere all’altezza, soprattutto nel passaggio dalla manualità al digitale, sente che quella era la scelta giusta. È proprio qui che comprende quanto siano indispensabili i nuovi strumenti: software, tecniche e linguaggi contemporanei.
Nel frattempo, l’arte continua a legarla profondamente alla sua terra. Nel 2022 Ilaria partecipa per la prima volta come espositrice al Carnevale di Satriano, presentando le sue opere. Le sue creazioni riscuotono subito un grande successo: riceve numerosi complimenti e riconoscimenti, e per la prima volta può sentirsi davvero un’artista.
Una sera quasi per caso, da un semplice aperitivo tra amici nasce l’idea di una bancarella condivisa: stampe digitali, quadri, rappresentazioni della Rumita e dell’Orso. Da lì Ilaria e Salvatore Iuele diventano soci nell’arte, un’unione creativa solida e spontanea. Poco dopo prendono parte insieme a Musica in Corso 2024, esponendo le loro opere e consolidando la collaborazione artistica.
Insieme si dedicano a un progetto molto sentito: il restauro e la decorazione delle pareti della piscina comunale, un lavoro a tandem che li vede collaborare fianco a fianco. Le parti esterne richiederanno lavoro fino al 2026; all’interno, Ilaria e Salvatore hanno restaurato un murales dedicato a Domenico Acerenza e, accanto, hanno realizzato un nuovo dipinto partendo da un vecchio disegno di Ilaria ritrovato quasi per caso. Le serate estive, passate di notte con un proiettore per riprodurre il grande disegno, il supporto degli amici che portavano da mangiare e l’entusiasmo del gruppo hanno trasformato il lavoro in un vero progetto di comunità, rafforzando legami, collaborazione e gratitudine reciproca.
Identità e futuro
Sul piano personale, Ilaria spesso si sente un po’ diversa dagli altri membri della sua famiglia, composta da medici, ingegneri, infermieri e matematici. Racconta che, quando parlano di cure e argomenti tecnici, lei si perde facilmente, ma non prova disagio: semplicemente quelle cose non sono per lei. Ammette che a volte emerge un senso di inferiorità, ma secondo noi, è un sentimento del tutto personale sicuramente legato al fatto che tende a confrontarsi con gli altri e a vedere sempre il meglio in loro, senza accorgersi di quanto anche lei sia speciale. Emerge anche un forte legame con i suoi amici e racconta: “Con le “Mie persone” sono me stessa” Trova in loro piena sintonia e uno spazio dove può esprimere liberamente la sua vera personalità.
Oggi Ilaria sta svolgendo uno stage alla Medina Art Gallery di Roma, occupandosi di grafica, comunicazione, allestimenti e accoglienza per le mostre settimanali. Ormai Ilaria è vicina alla laurea (febbraio 2026), con una tesi dedicata al brand nel cinema, dallo studio della pubblicità integrata ai marchi fittizi nelle scenografie.
Ilaria, sta costruendo il suo cammino con determinazione, tra timori e ambizioni, rimanendo fedele a ciò che la muove da sempre: l’arte.
Il suo sogno? Entrare nel mondo del cinema come grafica per film e serie.



















































