Un lavoro nato dall’amore per Satriano
Il Dizionario del dialetto satrianese è il risultato di un impegno durato più di trent’anni, guidato dalla passione e dalla cura di Giovanni Langone.
Anche se la vita lo ha portato lontano da Satriano di Lucania, Giovanni non ha mai perso il legame con le sue radici, trasformando il suo affetto per il paese in un costante viaggio di riscoperta e valorizzazione della lingua e delle tradizioni locali.
Questa opera nasce dall’ascolto attento delle persone del paese, dalle parole raccolte con pazienza e trascritte su tanti foglietti sparsi, dalla scrupolosa annotazione di modi di dire tramandati soprattutto dagli anziani. Il suo lavoro ha restituito dignità e vitalità a un patrimonio linguistico prezioso, capace di raccontare la storia e l’identità di una comunità.
Il vocabolario, oggi finalmente pubblicato, è anche un tributo da parte della sua famiglia a Giovanni, che ha voluto con questo gesto mantenere viva la memoria del suo instancabile lavoro e celebrare il suo amore per Satriano. Un dono prezioso per il paese e per le generazioni future, che potranno così conservare e continuare a tramandare la ricchezza del proprio dialetto.
Il Comune ha ritenuto fondamentale sostenere la pubblicazione di quest’opera, non solo per rendere omaggio all’impegno di Giovanni Langone, ma anche per regalare alla comunità satrianese uno strumento importante per preservare e trasmettere un patrimonio immateriale che appartiene all’intera collettività così, come voleva anche Giovanni Langone. Perché il dialetto non è soltanto una lingua: è un modo di sentire, di pensare, di raccontare il mondo. È l’essenza stessa dell’identità e delle radici di un popolo
Il progetto si è avvalso della collaborazione con la Prof.ssa Patrizia Del Puente e il gruppo di ricerca del Centro Internazionale di Dialettologia (CID), che hanno curato la trascrizione della parte dialettale del dizionario, garantendone il rigore e la qualità.
Con questa pubblicazione, il Comune di Satriano di Lucania riafferma il proprio impegno nella tutela della memoria storica e culturale del paese, trasformando un lavoro individuale in un bene collettivo, destinato a parlare alle generazioni presenti e future.










Compositore, Autore, Poeta.
Cultura e tradizioni di Satriano di Lucania
Giovanni Langone, voce e parole di Satriano
Un ponte tra musica, dialetto e identità lucana, eredità viva per le generazioni future
Giovanni Langone, figura imprescindibile per la conservazione e la valorizzazione della lingua e delle tradizioni del suo paese natale, nasce a Satriano di Lucania nel 1927. Qui trascorre la sua infanzia e giovinezza.
Nel 1953 entra a far parte della Polizia di Stato, una carriera che lo porta a trasferirsi prima a Torino e, successivamente, a Monfalcone, in Friuli Venezia Giulia, città che diventa il suo secondo luogo di vita. Nonostante la lontananza dal suo paese, Giovanni mantiene sempre viva la connessione con la sua terra d’origine.
La musica è uno degli ambiti in cui Langone si distingue maggiormente: compositore di talento, ottiene riconoscimenti importanti come il primo premio al Festival Internazionale di Grado nel 1958 con il brano “Un cuore e una capanna” e la vittoria al Festival della Canzone Friulana di Pradamano nel 1972 con “I Furlans in Jugoslavien”. La sua collaborazione con Gino Volpe dà vita a numerose canzoni, tra cui spiccano “La Freccia del Sud”, “Zi Nicola Lu mbriacone” e la celebre “Satrianesella”, brano diventato un simbolo del Carnevale di Satriano e della sua cultura popolare.
Ma la creatività di Langone non si limita alla musica, egli si cimenta anche nella composizione di inni sacri, come dimostra la vittoria nel 1959, durante la Settimana Satrianese, con “Inno a San Rocco” del concorso indetto per l’occasione. La sua passione per il calcio lo porta, inoltre, a scrivere l’inno della squadra locale friulana di Monfalcone nel 1978.
Nel 1991 è promotore e direttore artistico del Festival della Canzone Bisiaca, manifestazione musicale che valorizza la cultura del territorio.
Come poeta e autore teatrale, Langone riesce a trasmettere l’anima della sua terra anche attraverso la parola scritta. Nel 1986 pubblica la raccolta di poesie “Strada Facendo”, mentre nel 1998 e nel 2003 dà vita alle commedie vernacolari “U muorte ca rire” e “U chiazzile”, rappresentate in dialetto satrianese e in italiano.
Il riconoscimento ufficiale al suo contributo culturale arriva con il conferimento del titolo di Cavaliere. Il suo Dizionario del dialetto satrianese è molto più di un’opera linguistica: è un patrimonio vivo che racconta la storia, la cultura e l’identità di una comunità, un lascito prezioso che testimonia la passione di un uomo per le proprie radici e la volontà di conservarle nel tempo.
Giovanni Langone, ormai figura di riferimento per la cultura e le tradizioni di Satriano di Lucania, ci ha lasciati il 4 febbraio 2022 all’età di 94 anni, ma la sua eredità continua a vivere attraverso le parole, la musica e il cuore della sua terra natale.
La Professoressa Patrizia Del Puente, docente ordinaria di Glottologia e Linguistica Generale presso l’Università degli Studi della Basilicata, è una delle figure di riferimento più importanti nel panorama dialettologico italiano.
Direttrice del Centro Internazionale di Dialettologia (CID) e ideatrice del progetto A.L.Ba. – Atlante Linguistico della Basilicata, ha dedicato gran parte della sua attività scientifica allo studio, alla documentazione e alla valorizzazione delle varietà dialettali lucane.
Sebbene non avesse legami originari con la Basilicata, è stato il destino, forse un amore imprevisto, a condurla in questa terra, che oggi considera casa sia dal punto di vista scientifico sia personale. In un’epoca in cui i dialetti lucani erano definiti da Monsignor Rohlfs come la “Cenerentola dei dialetti italiani“, la Prof.ssa Del Puente ha raccolto la sfida di cambiare questa immagine: da “Cenerentola” a “principessa”, la Basilicata è oggi protagonista di importanti progetti internazionali, come la firma con la Oxford University Press per un volume dedicato alle varietà lucane.
La sua passione per la Basilicata si traduce in un impegno concreto per la salvaguardia e la valorizzazione del patrimonio dialettale, attraverso strumenti scientifici e culturali come l’Atlante Linguistico della Basilicata.
“Portare la Basilicata nel mondo e il mondo in Basilicata”
Il suo motto sintetizza perfettamente la sua visione: coniugare competenza tecnica, apertura internazionale e amore profondo per il territorio.
L’approccio della Prof.ssa Del Puente si fonda su un equilibrio tra radici e rigore scientifico: crede fortemente nella forza di chi ha “un legame forte con le radici”, ma anche in una “visione tecnica e ampia della lingua”. È questo spirito che ha guidato il suo ruolo di direttrice del comitato scientifico che ha affiancato il lavoro di Giovanni Langone nel realizzare il dizionario del dialetto satrianese.
Attraverso la sua esperienza e leadership, la Prof.ssa Del Puente ha saputo portare la Basilicata nei centri di ricerca più prestigiosi — università come Oxford, Cambridge, Pisa e Palermo, senza mai perdere di vista ciò che di più autentico nasce nelle comunità locali. In questo modo, ha trasformato opere come il dizionario di Langone in veri e propri atti d’amore per la
cultura e l’identità lucana, contribuendo a farne un patrimonio da custodire e studiare.
Il Dizionario del dialetto satrianese di Giovanni Langone non è solo un’opera linguistica, ma un autentico atto d’amore per la propria terra, frutto di passione, competenza e dedizione. Attraverso la collaborazione con la Professoressa Patrizia Del Puente, questo lavoro assume una dimensione ancora più ampia, diventando un ponte tra le radici locali e la scena scientifica internazionale. È un contributo prezioso alla conservazione della memoria linguistica e culturale di Satriano di Lucania, ma anche un simbolo di come la tradizione possa dialogare con la modernità, portando la Basilicata nel mondo e il mondo in Basilicata, come ama ripetere la professoressa.
Un’eredità culturale che invita a non dimenticare le proprie origini, ma a valorizzarle e a farle conoscere.
















