Petra fixa: la pietra conficcata
Dopo la distruzione dell’antica Satrianum, gli abitanti trovarono rifugio su una rupe di pietra, citata nei documenti medievali del XII secolo con il nome latino Petra fixa : “pietra conficcata”.
Da quel nome nacque Pietrafixa, poi Pietrafesa, fino a diventare nel 1887 l’attuale Satriano di Lucania, in omaggio alla città originaria.
Il borgo sorge su una rupe spaccata in tre parti: la Madonna della Rocca, il Castello e U Piesc, tre luoghi simbolo che raccontano l’anima di Satriano.
La Madonna della Rocca custodisce un piccolo santuario incastonato nella pietra, da cui si domina il corso del fiume Melandro.
Il Castello, o Rocca dei Poggiardo, fu la residenza dei Guarini del Duca di Poggiardo. I suoi ampi saloni un tempo ospitavano feste e matrimoni; oggi l’edificio è in ristrutturazione e presto tornerà ad accogliere la biblioteca comunale, una videoteca, una sala congressi e il Museo Multimediale “Il Palco dei Colori”, dedicato al pittore satrianese Giovanni De Gregorio.
U Piesc, dal dialetto locale “la pietra”, è la grande lastra rocciosa che domina il centro abitato, simbolo di forza e stabilità.
Tre pietre, tre volti di uno stesso luogo: un borgo nato dalla roccia e scolpito dal tempo.
Satrianum:
alle origini di Satriano di Lucania
Su un’altura tra gli attuali comuni di Satriano di Lucania e Tito, a oltre mille metri di altitudine, sorgeva un tempo la città di Satrianum. Oggi ne restano rovine immerse nella natura, ma per secoli fu un centro vitale della valle del Melandro.
Le sue origini risalgono probabilmente all’epoca pre-romana. In età medievale divenne una roccaforte normanna e sede vescovile, un punto strategico che controllava il territorio circostante.
Dalle cronache si apprende che Satrianum conobbe un periodo di prosperità, protetta dalle mura e dalle torri di avvistamento che la circondavano.
La sua fine resta incerta. Alcuni studiosi ipotizzano un terremoto o un conflitto, mentre una leggenda popolare racconta che fu la regina Giovanna II d’Angiò a decretarne la distruzione, in seguito a un presunto affronto ricevuto dagli abitanti.
Dopo la rovina della città, i sopravvissuti cercarono rifugio più a valle, sulla rupe di Pietrafixa, dove nacque il borgo destinato a diventare Satriano di Lucania.
Oggi il sito di Satrianum, con la sua Torre normanna, tratti di mura difensive e resti di edifici religiosi, rappresenta una delle testimonianze più affascinanti della storia lucana. Visitabile tutto l’anno, offre uno straordinario panorama sul fiume Melandro e un percorso che unisce natura, memoria e archeologia.


















La Torre di Satriano: dove la storia continua a parlare
Sulle alture che dominano la valle del Melandro, a circa 1.060 metri di altitudine si innalza la Torre di Satriano, uno dei luoghi più suggestivi e significativi della Basilicata. È ciò che resta dell’antica Satrianum, la città medievale da cui ebbe origine Satriano di Lucania.
Oggi il sito archeologico conserva le tracce delle mura normanne, dei terrazzamenti e dell’antica cattedrale vescovile, restituendo l’immagine di un insediamento fortificato che per secoli controllò il territorio circostante.
Grazie al lavoro dell’Università degli Studi della Basilicata, la Torre è al centro di un importante progetto di ricerca e valorizzazione: ogni estate, durante le campagne di scavo archeologico, studenti e studiosi provenienti da tutta Italia e dall’estero riportano alla luce frammenti di vita quotidiana, architetture e reperti che raccontano la storia della città scomparsa.
Accanto all’area archeologica si trova il Museo Multimediale della Torre di Satriano, dove tecnologie immersive e ricostruzioni digitali permettono di rivivere gli ambienti dell’antico abitato. Un percorso interattivo pensato per tutti che unisce conoscenza e emozione.
Visitare la Torre di Satriano significa camminare tra le pietre che hanno visto nascere un popolo, ammirando lo stesso panorama che un tempo vegliava sulla valle e sul fiume Melandro. Un luogo dove il passato non è solo custodito, ma continua a parlare.
Per un approfondimento, consigliamo la lettura di “Cronache di Satriano e Pietrafesa” di Giuseppe Oliveto.
Il libro ripercorre la storia del territorio dall’età del Bronzo ai giorni nostri, raccontando vicende, tradizioni e personaggi che hanno formato l’identità della comunità. Un’opera preziosa per conoscere le radici di Satriano e Pietrafesa e valorizzare la memoria storica locale.

